Aggiornamenti recenti Aprile 3rd, 2025 10:03 AM
Feb 24, 2017 Marco Schiaffino Leaks, News, RSS, Vulnerabilità 0
CloudFlare è un’azienda statunitense non molto conosciuta tra il grande pubblico: si occupa di hosting e protezione dei servizi Web e, in particolare, offre un servizio di reverse proxy utilizzato da numerosi siti Internet.
La notizia che il codice sorgente di CloudFlare contenesse un bug che ha messo a rischio dati riservati dei suoi clienti, di conseguenza, non è passata inosservata nell’ambiente.
Tanto più che, stando al comunicato pubblicato dalla stessa CloudFlare, si sarebbe trattato di una falla generata da uno degli inconvenienti più “stupidi” che possano verificarsi: un errore di battitura commesso da uno dei programmatori.
A quanto pare, infatti, qualcuno ha inserito un carattere sbagliato nel codice dell’HTML parser usato in alcuni servizi di CloudFlare, che ha provocato una “fuoriuscita” di dati causata da un classico buffer overflow.
A segnalare il problema è stato il ricercatore Tavis Ormandy, membro del Project Zero team di Google e più che conosciuto nel settore.
Da quanto si capisce, Ormandy si è accorto che qualcosa non andava e ha immediatamente lanciato l’allarme, anche se le modalità con cui lo ha fatto lasciano un po’ perplessi.
Piuttosto che contattare in via riservata CloudFlare, Ormandy ha infatti pubblicato un tweet chiedendo che qualcuno dei responsabili della sicurezza di CloudFlare lo contattasse.
Forse i metodi di Ormandy sono poco ortodossi, ma bisogna ammettere che ha avuto una risposta quasi immediata.
Ma qual è stato il problema? In pratica, nelle comunicazioni di risposta tramite protocollo HTTP sarebbero finite informazioni sensibili riguardanti i clienti, tra cui le credenziali di accesso ai servizi, che sarebbero state di conseguenza memorizzate nella cache dei motori di ricerca.
Nel comunicato l’azienda minimizza l’impatto della vulnerabilità, spiegando che nel periodo in cui il fenomeno ha raggiunto la fase più acuta (tra il 13 e il 18 di febbraio) il rischio di “leak” ha riguardato una richiesta su 3.300.000 tra quelle indirizzate ai sistemi CloudFlare, cioè lo 0.00003% del totale.
Sempre secondo CloudFlare, sembra che nessuno abbia fatto in tempo a sfruttare la vulnerabilità per raccogliere dati riservati, anche grazie all’azione di mitigazione messa in atto dai tecnici ed efficace “47 minuti dopo la scoperta del problema”.
Nel dettaglio, una volta capito dove fosse il problema (ma non ancora quale fosse la causa) i tecnici hanno disattivato tutti i servizi potenzialmente affetti dal problema.
Stando a quanto riportato dagli stessi responsabili dell’azienda, però, gli ottimi tempi di risposta non corrisponderebbero ad altrettanto ottimi tempi nell’individuazione del bug, che sarebbe stato presente dalla bellezza di 5 mesi, cioè dal 22 settembre 2016.
CloudFlare assicura di avere sistemato tutto, collaborando anche con i motori di ricerca per “ripulire” la cache da eventuali informazioni riservate finite al suo interno.
Mar 04, 2025 0
Feb 21, 2025 0
Feb 05, 2024 0
Dic 21, 2023 0
Apr 03, 2025 0
Apr 02, 2025 0
Apr 01, 2025 0
Mar 31, 2025 0
Apr 02, 2025 0
La Corea del Nord sta incrementando le proprie attività...Apr 01, 2025 0
Se da una parte i tool di Remote Monitoring and Management...Mar 27, 2025 0
Ogni nuova tecnologia porta con sé nuovi rischi. Nel caso...Mar 21, 2025 0
Il processo di penetration testing è ormai una pratica...Mar 13, 2025 0
Il bilancio delle vittime del ransomware Medusa è...Gen 29, 2025 0
Con l’avvento dell’IA generativa...Ott 09, 2024 0
Negli ultimi anni sempre più aziende stanno sottoscrivendo...Ott 02, 2024 0
Grazie al machine learning, il Global Research and Analysis...Set 30, 2024 0
Il 2024 è l’anno delle nuove normative di sicurezza:...Mag 21, 2024 0
Una delle sfide principali delle aziende distribuite sul...Apr 03, 2025 0
Colt Technology Services ha annunciato di aver completato...Apr 02, 2025 0
La Corea del Nord sta incrementando le proprie attività...Apr 01, 2025 0
Se da una parte i tool di Remote Monitoring and...Mar 31, 2025 0
I ricercatori di Infoblox hanno scoperto una nuova campagna...Mar 31, 2025 0
Nel corso dell’ultima settimana, il CERT-AGID ha rilevato...