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Set 13, 2017 Marco Schiaffino News, Prodotto, RSS 0
Anche se non si tratta propriamente di una società che si affaccia per la prima volta sul mercato, tra gli addetti ai lavori c’era una certa curiosità per la strada che avrebbe intrapreso McAfee dopo la “rottura” con Intel Security e al ritorno al vecchio brand.
Qualche indizio arriva dalla presentazione, tenutasi ieri a Milano, dei nuovi prodotti 2018 destinati a equipaggiare i dispositivi consumer.
In occasione del lancio della nuova linea McAfee focalizza i suoi sforzi in direzione di tre obiettivi dichiarati: maggiore facilità d’uso, maggiore efficienza e un ampliamento dei dispositivi protetti.
Andiamo in ordine. Per quanto riguarda la facilità d’uso, dalle parti di McAfee hanno avviato un percorso che punta sulla raccolta delle esigenze degli utenti attraverso il sistema del Net Promote (la valutazione della propensione degli utenti a consigliare il prodotto ad altri – ndr) che ha individuato alcuni “temi caldi” su cui migliorare il prodotto.
In particolare, nello sviluppo della nuova generazione dei prodotti McAfee i tecnici della società statunitense si sono concentrati su due aspetti: riduzione dei tempi di installazione (ottenuti attraverso uno snellimento del file da scaricare e della procedura di installazione) e una revisione del sistema delle notifiche, che in passato ha ricevuto raffiche di critiche perché considerato troppo invasivo.
Quest’ultimo è stato ottenuto attraverso un restyling completo dell’interfaccia utente, che integra tutte le notifiche in una nuova schermata principale (eliminando i pop-up) articolata in sezioni.
La nuova interfaccia utente integra gli avvisi di sicurezza nella schermata principale. Niente più pop-up sullo schermo del computer. Funzioni di uso comune a portata di mano (1); avvisi in primo piano (2) e informazioni sulla protezione dei dispositivi sempre visibili (3).
La riduzione delle dimensioni del file di installazione invece, si collega a cambiamenti più profondi nel motore di scansione. Il nuovo McAfee, infatti, sfrutta una versione “slim” del database che contiene le definizioni (signature) dei malware.
Si parla in questo caso di mini-dat, ovvero di un database che contiene solo le signature delle minacce che più probabilmente interesseranno la macchina e che consentono di eseguire un primo controllo sui file in entrata.
La seconda fase è rappresentata da un controllo con il database completo (su cloud) e da un’analisi comportamentale basata su Real Protect (anche questo su cloud) che consente di classificare il file in arrivo sulla base delle sue caratteristiche.
I risultati dell’implementazione di questa nuova strutturazione del motore di ricerca, stando ai dati forniti, sarebbero estremamente positivi. In fase di test McAfee sarebbe infatti passato da una classificazione in termini di performance dal 13esimo posto su 19 incassato nel 2016 al secondo su 21 ottenuto nel 2017.
Insomma: il nuovo sistema spazzerebbe via una delle critiche mosse in passato al software di protezione che molti riterrebbero terribilmente “pesante”.
Le modifiche, però, non si fermano qui. Il sistema di scansione dei file, infatti, si arricchisce anche di un sistema di analisi comportamentale (Real Protect) attivo anche quando il dispositivo è offline.
Per quanto riguarda il range di copertura in termini di dispositivi, il discorso è articolato. I prodotti “classici” comprendono PC Windows, computer Mac e dispositivi mobile Android e iOS.
La gamma di prodotti è composta dalla tradizionale “formazione tipo” McAfee composta dall’Antivirus (che prevede la licenza per 1 solo dispositivo) e Antivirus Plus (licenza per 10 dispositivi) per poi passare a Internet Security, Total Protection (sempre 10 licenze) e LiveSafe che prevede invece la possibilità di installazione su un numero illimitato di dispositivi. Il range di prezzo varia dai 39.95 euro dell’antivirus agli 89.95 di LiveSafe.
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