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Feb 16, 2018 Marco Schiaffino In evidenza, Malware, Minacce, News, RSS, Trojan 0
Occhi aperti quando si visitano siti Internet che non si conoscono con uno smartphone Android. Il rischio, infatti, è di ritrovarsi un “ospite indesiderato” sul telefono. Si tratta di AndroRAT, un trojan per il sistema Google derivato da un progetto Open Source del 2012.
Nonostante si tratti di un vecchio malware, la nuova versione che un gruppo di cyber-criminali sta distribuendo attivamente su Internet rischia di mietere molte vittime.
Il sample individuato dai ricercatori di Trend Micro (qui un report completo) è stato aggiornato con un exploit che sfrutta una vulnerabilità conosciuta di Android (CVE-2015-1805) individuata e corretta nel 2016.
La falla di sicurezza in questione consente di ottenere i privilegi di root sul dispositivo e, di conseguenza, installare il trojan. Anche se si tratta di una vulnerabilità piuttosto “vintage”, molti dispositivi ancora in circolazione utilizzano versioni di Android per cui non è disponibile la patch. Un bel guaio, perché AndroidRAT è il genere di compagno di viaggio che non si vorrebbe mai avere.
Il trojan, che viene distribuito sotto forma di un’app chiamata TrashCleaner, al momento dell’installazione scarica un’app che utilizza la stessa icona della calcolatrice disponibile come strumento predefinito su Android. Da questo momento l’icona di TrashCleaner scompare e il malware rimane attivo in background.
Ecco l’icona dell’app con cui viene distribuito (per ora) il trojan. La si vede per poco, però. Dopo l’installazione, sparisce.
Il suo autore è ora in grado di accedere in remoto a qualsiasi tipo di informazione presente sul dispositivo: oltre alle informazioni sul modello e gli identificativi del device, AndroRAT è infatti in grado di sottrarre elenco contatti, SMS memorizzati, file, elenco delle reti Wi-Fi e qualsiasi altra informazione vi possa venire in mente.
C’è di peggio: il trojan mette a disposizione dei pirati informatici anche una serie di strumenti di spionaggio terribilmente efficaci. È possibile infatti scattare fotografie e registrare le chiamate, individuare a posizione tramite GPS, inviare SMS contraffatti, rubare la password delle reti Wi-Fi, registrare qualsiasi testo venga digitato sul telefono e caricare file in remoto sul dispositivo.
Il consiglio, per chi ha un dispositivo Android un po’ datato, è quello di installare immediatamente un software di sicurezza e diffidare da qualsiasi applicazione “sospetta” proveniente da market di terze parti.
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