Aggiornamenti recenti Aprile 3rd, 2025 10:03 AM
Apr 17, 2018 Marco Schiaffino In evidenza, Mercato, News, RSS, Tecnologia, Vulnerabilità 1
Se Android detiene il record di infezioni malware su piattaforma mobile un motivo c’è. Anzi: più d’uno. Il sistema “aperto” e la possibilità di installare applicazioni da qualsiasi market su Internet rappresentano già una debolezza intrinseca. A fare i maggiori danni, però, sembra che sia il sistema di aggiornamento.
Come spiega Security Research Labs in un report, l’impegno su questo fronte di buona parte dei produttori di smartphone basati sul sistema operativo di Google lasciano decisamente a desiderare.
Stando ai dati riportati dai ricercatori tedeschi, sono tanti i dispositivi che ricevono aggiornamenti incompleti, cioè privi delle patch che correggerebbero vulnerabilità note. Tra questi ci sono anche produttori di punta come Motorola, Huawei e LG.
Il motivo? Oltre che in una scarsa attenzione da parte dei produttori, sul banco degli imputati c’è la logica stessa con cui vengono sviluppati e distribuiti gli aggiornamenti per Android. Google, infatti, rilascia gli aggiornamenti in tempi diversi: prima per i suoi prodotti, poi per i singoli produttori che devono occuparsi per conto loro dello sviluppo e della pubblicazione.
Il risultato è una filiera piuttosto caotica che (lo abbiamo notato più volte su queste pagine) si traduce in tempistiche differenziate negli aggiornamenti e ha come conseguenza il fatto che molti dispositivi restano vulnerabili a tecniche di attacco che sono già state rese pubbliche e possono quindi essere utilizzate facilmente dai pirati informatici.
La ricerca di Security Research Labs, però, pone l’accento su un aspetto ulteriore rispetto al fattore tempo: alcuni aggiornamenti sembrano “andare persi”. In buona sostanza, chi ha aggiornato all’ultima versione del sistema operativo sul suo dispositivo rischia di avere vecchie vulnerabilità che semplicemente sono state “dimenticate”.
La tabella è presentata in maniera piuttosto curiosa, con un riferimento sulla media di aggiornamenti mancanti e la frequenza con cui queste mancanze sono state rilevate.
A confermare una situazione ben poco lineare sono anche i dati stessi presentati dalla società di sicurezza, o meglio le modalità con cui li presentano.
Da quanto si capisce, il motivo è legato al fatto che i “buchi” variano a seconda dei modelli, delle versioni del firmware e di altri parametri che possono influire sull’applicazione degli aggiornamenti.
La buona notizia (incredibilmente c’è) è che l’assenza di una patch non significa automaticamente che il dispositivo sia vulnerabile a un attacco. Secondo i ricercatori, inoltre, sfruttare le vulnerabilità non è affatto semplice e in molti casi un exploit efficace richiede l’uso combinato di più bug. Insomma: la situazione è grave, ma non drammatica…
Mar 14, 2025 0
Mar 07, 2025 0
Feb 19, 2025 0
Gen 15, 2025 0
Apr 03, 2025 0
Apr 02, 2025 0
Apr 01, 2025 0
Mar 31, 2025 0
Apr 02, 2025 0
La Corea del Nord sta incrementando le proprie attività...Apr 01, 2025 0
Se da una parte i tool di Remote Monitoring and Management...Mar 27, 2025 0
Ogni nuova tecnologia porta con sé nuovi rischi. Nel caso...Mar 21, 2025 0
Il processo di penetration testing è ormai una pratica...Mar 13, 2025 0
Il bilancio delle vittime del ransomware Medusa è...Gen 29, 2025 0
Con l’avvento dell’IA generativa...Ott 09, 2024 0
Negli ultimi anni sempre più aziende stanno sottoscrivendo...Ott 02, 2024 0
Grazie al machine learning, il Global Research and Analysis...Set 30, 2024 0
Il 2024 è l’anno delle nuove normative di sicurezza:...Mag 21, 2024 0
Una delle sfide principali delle aziende distribuite sul...Apr 03, 2025 0
Colt Technology Services ha annunciato di aver completato...Apr 02, 2025 0
La Corea del Nord sta incrementando le proprie attività...Apr 01, 2025 0
Se da una parte i tool di Remote Monitoring and...Mar 31, 2025 0
I ricercatori di Infoblox hanno scoperto una nuova campagna...Mar 31, 2025 0
Nel corso dell’ultima settimana, il CERT-AGID ha rilevato...
One thought on “Android: gli aggiornamenti dei produttori sono un disastro”