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Dic 04, 2018 Marco Schiaffino News, Prodotto, RSS, Scenario, Tecnologia 0
Si chiama Security Cloud e dalle parti di Kaspersky la considerano una piccola grande rivoluzione nel modo stesso di interpretare il concetto di sicurezza informatica. “La chiamiamo sicurezza adattiva ed è un servizio su misura per gli utenti” spiega Riccardo de Rinaldini.
L’idea di fondo, in buona sostanza, è quella di un account (chiamato My Kaspersky) che fornisce strumenti di protezione accanto a una serie di servizi che vengono modulati in base all’attività dell’utente, creando una protezione su misura.
Oltre ai classici strumenti di protezione, come l’antivirus, il servizio mette a disposizione sistemi di monitoraggio e funzioni di notifica personalizzati, ad esempio per avvisare di un attacco o una campagna di phishing che prende di mira un servizio a cui l’utente è iscritto.
Una logica simile ispira il monitoraggio dell’account, un sistema che consente di ricevere un avviso nel caso in cui le proprie credenziali di iscrizione a un servizio online siano state coinvolte in un breach, ma anche in prospettiva di prevenzione, segnalando per esempio quando si sta impostando una password troppo debole per un account.
Accanto a questa forma di controllo sull’attività (ma i dati del singolo utente sono anonimizzati sui server cloud di Kaspersky) il servizio offre alcune funzionalità aggiuntive che per il momento non sono disponibili con i normali prodotti di sicurezza.
Ad esempio la funzione che permette di ricevere un avviso quando un nuovo dispositivo si collega alla rete Wi-Fi casalinga, o la VPN, che si attiva automaticamente quando viene rilevato un collegamento a rischio, per esempio una rete Wi-Fi non protetta o con impostazioni comunque inadeguate per garantire una connessione sicura.
A un primo sguardo, l’elemento che salta all’occhio è un cambio di prospettiva per cui gli strumenti di sicurezza vengono “proposti” piuttosto che essere semplicemente messi a disposizione. Un approccio che, nella chiave dell’educazione alla sicurezza, può fare la differenza.
Il tutto attraverso un sistema che non fa riferimento al singolo dispositivo, ma all’account. Per chi è abituato alla logica del software di sicurezza che protegge il singolo dispositivo capire la differenza è piuttosto difficile, anche i piani di Security Cloud fanno riferimento a un numero massimo di dispositivi protetti.
Dalle parti di Kaspersky, però, assicurano che il cambio di filosofia diventa apprezzabile con l’uso, soprattutto se si opta per la versione “familiare”, che comprende fino a 20 dispositivi (e 20 account utente) e mette a disposizione anche la funzione di Parental Control flessibile.
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