Aggiornamenti recenti Aprile 4th, 2025 12:39 PM
Feb 28, 2019 Marco Schiaffino In evidenza, News, RSS, Vulnerabilità 0
È vero che richiede un accesso “fisico” al computer, ma la nuova vulnerabilità scoperta dai ricercatori della University of Cambridge, Rice University e SRI International è abbastanza grave da far suonare più di un campanello di allarme nel settore della sicurezza.
Battezzata con il nome di Thunderclap, la falla di sicurezza fa leva su un bug nell’interfaccia Thunderbolt, sviluppata da Intel e Apple e introdotta nel 2011 in numerosi modelli di computer.
L’interfaccia Thunderbolt è pensata per garantire connessioni con una larghezza di banda superiore e per un certo periodo ha sfruttato Mini DisplayPort. Recentemente, però, Thunderbolt ha trovato cittadinanza anche con l’introduzione delle porte USB Type-C.
Foto di brettferdosi CC 4.0
La vulnerabilità, nel dettaglio, sfrutta l’accesso alla funzionalità Direct Memory Access (DMA) delle periferiche. Semplificando: una modalità di accesso alla memoria che non è supervisionata dal sistema operativo.
Sfruttando questa tecnica, un pirata informatico può iniettare qualsiasi tipo di codice aggirando i sistemi di sicurezza. L’unico argine a questa possibilità è l’intervento dei sistemi IOMMU (Input-Output Memory Management Unit) che possono impedire l’accesso ai dati sensibili in memoria alle periferiche non riconosciute.
Il problema è che IOMMU ha un impatto non indifferente sulle prestazioni e, di conseguenza, è spesso disattivato come impostazione predefinita.
Ma qual è il rischio nella pratica? Lo scenario è quello di un attacco portato inducendo la vittima a collegare al suo computer una periferica infetta. Un quadro, quindi, che fa pensare immediatamente ad azioni “mirate” nell’ambito dello spionaggio di stato, come si vede spesso nei film di spionaggio.
Come fanno notare molti esperti di sicurezza, però, non è da escludere il rischio che si verifichi un’infezione a livello supply chain, cioè che prende di mira i sistemi di uno dei produttori di periferiche. La casistica, in questo senso, è già abbastanza ricca e giustifica i timori dei ricercatori per un’ipotesi del genere.
In alternativa, un eventuale malware che sfrutta ThunderClap potrebbe essere diffuso attraverso la compromissione dei sistemi di aggiornamento del firmware, che in molti casi è possibile anche a causa dell’assenza di controlli adeguati nell’autenticazione delle connessioni in remoto per gli aggiornamenti.
Quale che sia lo scenario di riferimento, la nuova vulnerabilità arricchisce l’arsenale dei pirati informatici e pone nuovi problemi a livello delle policy (per esempio a livello aziendale) nella gestione dell’hardware.
Mar 12, 2025 0
Feb 28, 2025 0
Feb 11, 2025 0
Gen 13, 2025 0
Apr 04, 2025 0
Apr 03, 2025 0
Apr 02, 2025 0
Apr 01, 2025 0
Apr 04, 2025 0
L’Italia è tra i principali obiettivi del cybercrime...Apr 02, 2025 0
La Corea del Nord sta incrementando le proprie attività...Apr 01, 2025 0
Se da una parte i tool di Remote Monitoring and Management...Mar 27, 2025 0
Ogni nuova tecnologia porta con sé nuovi rischi. Nel caso...Mar 21, 2025 0
Il processo di penetration testing è ormai una pratica...Gen 29, 2025 0
Con l’avvento dell’IA generativa...Ott 09, 2024 0
Negli ultimi anni sempre più aziende stanno sottoscrivendo...Ott 02, 2024 0
Grazie al machine learning, il Global Research and Analysis...Set 30, 2024 0
Il 2024 è l’anno delle nuove normative di sicurezza:...Mag 21, 2024 0
Una delle sfide principali delle aziende distribuite sul...Apr 04, 2025 0
L’Italia è tra i principali obiettivi del cybercrime...Apr 03, 2025 0
Colt Technology Services ha annunciato di aver completato...Apr 02, 2025 0
La Corea del Nord sta incrementando le proprie attività...Apr 01, 2025 0
Se da una parte i tool di Remote Monitoring and...Mar 31, 2025 0
I ricercatori di Infoblox hanno scoperto una nuova campagna...