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Apr 23, 2021 Marco Schiaffino Attacchi, In evidenza, News, RSS, Scenario 0
Le statistiche, nella cyber security, vanno prese con le molle. Un dato come quello pubblicato da Kaspersky, però, non può lasciare indifferenti. La società di sicurezza, infatti, ha rilevato un aumento spaventoso di attacchi ransomware: + 767% tra il 2019 e il 2020.
A rendere il dato più preoccupante, è il fatto che lo studio ha preso in considerazione solo gli attacchi ransomware “mirati”, quelli cioè che sono il frutto di un’attività pianificata da parte dei cyber criminali, che sempre più spesso utilizzano questa tecnica per colpire le aziende.
Rispetto ai primi anni in cui è stato registrato il fenomeno (i ransomware sono comparsi intorno al 2010), gli attacchi si sono progressivamente affinati, abbandonando quasi completamente le tecniche di distribuzione “a pioggia” dei malware per focalizzarsi sulla nuova strategia.
Per quanto riguarda l’Italia, il problema è decisamente rilevante. Secondo le statistiche raccolte dal Kaspersky Secure Network, i dieci Paesi più colpiti da ransomware mirati sono stati Cina, Federazione Russa, Sud Africa, Vietnam, Stati Uniti d’America, Germania, India, Brasile, Francia e Italia.
Il nostro paese, quindi, si piazza al decimo posto in una classifica decisamente poco ambita. Le cose non vanno meglio quando si parla di ransomware “generici”. In questa seconda classifica l’Italia si piazza infatti al sesto posto (ma nel 2019 era quinta) con l’1,41% degli utenti che ha subito un attacco.
Per quanto riguarda la diffusione delle famiglie di ransomware, la più diffusa è Maze, seguita da RagnarLocker. I cyber criminali che utilizzano i due malware, inoltre, sono stati ii primi a esfiltrare i dati oltre che crittografarli, per minacciare di divulgare le informazioni riservate in caso di mancato pagamento.
“Il panorama dei ransomware è cambiato radicalmente rispetto ai primi attacchi. In futuro, gli utenti comuni continueranno a essere presi di mira da campagne generiche, ma in misura minore” spiega Fedor Sinitsyn, esperto di sicurezza di Kaspersky. “Le aziende e le organizzazioni di grandi dimensioni, invece, resteranno i target principali di attacchi ransomware sempre più sofisticati e distruttivi. È dunque necessario che le aziende adottino un insieme di pratiche di sicurezza olistiche e complete per proteggere i loro dati”.
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