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Mag 13, 2021 Marco Schiaffino In evidenza, Mercato, News, RSS, Scenario 0
Accoglienza “tiepida” per la sezione del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) dedicata alla cyber security, pubblicata in questi giorni dal governo italiano.
Le reazioni non entusiastiche da parte degli operatori del settore affondano le radici prima di tutto nelle risorse previste: solo 623 milioni di euro a fronte di un investimento complessivo che supera i 35 miliardi.
A far storcere il naso, però, sono anche altri elementi. Prima di tutto il fatto che la cyber security venga citata soltanto nel capitolo dedicato alla Pubblica Amministrazione, mentre non viene previsto un titolo specifico all’interno di quello di digitalizzazione e innovazione del sistema produttivo.
Tradotto: tutti gli sforzi in tema di cyber security riguardano esclusivamente enti pubblici, forze di polizia e strutture governative. Per le aziende private, che nel nostro paese scontano ancora un certo ritardo in tema di sicurezza, non è previsto nulla di specifico.
Andando nel dettaglio, il PNRR prevede la creazione di una infrastruttura per il Piano Sicurezza Nazionale Cybersicurezza (PSNC) entro il 2024, una nuova Agenzia Nazionale per la Cyber Security (operatività prevista per il 2022) e un network di laboratori per attività di test e assessment di software e hardware, dipendenti dal Centro di Valutazione e Certificazione Nazionale (CVCN).
E ancora: la creazione di un “national hyper SOC”; l’implementazione di sistemi di intelligenza artificiale e machine learning per analizzare le tecniche di attacco e simulare i possibili scenari; la creazione di unità di screening e certificazione; supporti e incentivi a PA e aziende considerate strategiche per il PSNC.
Insomma: la cyber security viene letta solo a livello di sicurezza nazionale. Peraltro, fanno notare in molti, con una (elevata) frammentazione di competenze e ruoli.
Quando si parla di “rinforzare le unità cibernetiche delle forze di polizia”, per esempio, il riferimento è a tre corpi diversi: Polizia di Stato; Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza. Sicuri che sia una buona idea?
Stesso discorso per i soggetti coinvolti: Ministero della Difesa; Ministero dell’interno; Ministero dello Sviluppo Economico; Consiglio di Stato; Ministero della Giustizia.
Un capitolo a parte lo merita la nuova Agenzia Nazionale per la Cyber Security, che tra i suoi obiettivi avrebbe quello di supportare lo sviluppo di società italiane specializzate nella cyber security.
Difficile capire di cosa si stia parlando esattamente: saranno solo i produttori di soluzioni proprietarie o anche chi eroga servizi e consulenze? Probabilmente lo scopriremo solo nei prossimi anni.
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