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Apr 05, 2022 Redazione news Hacking, News, RSS 0
Nella progettazione dei satelliti orbitanti, che mira soprattutto a garantirne l’affidabilità e longevità richiesta, la protezione da eventuali attacchi di cyber criminali non è una priorità.
Come riporta un articolo di WIRED, però, alla convention di hacker etici ShmooCon, tenutasi a Washington dal 24 al 26 marzo, il ricercatore Karl Koscher ha messo in evidenza i rischi collegati alla parte finale della vita dei satelliti e specificamente di quelli che si trovano alle orbite più elevate.
Portarli a rientrare nella nostra atmosfera, infatti, richiederebbe più combustibile che mandarli più lontani nello spazio, quindi vengono inviati nella cosiddetta “graveyard orbit” od orbita cimitero, oltre 300 chilometri più lontano dalla Terra dei satelliti attivi più distanti.
C’è però un periodo, tra quando il satellite smette di essere utilizzato e quando arriva all’orbita cimitero, in cui le comunicazioni sono ancora possibili e potrebbero essere sfruttate da cyber criminali.
Koscher e il suo team sono stati autorizzati, l’anno scorso, ad accedere al satellite canadese Anik F1R, lanciato nel 2005 per essere utilizzato dalle emittenti del paese. Dato che era stato progettato per una durata di quindici anni, sta per entrare nell’orbita cimitero e le sue attività sono state spostate su una nuova struttura.
Kosher ha sfruttato il periodo in cui era ancora possibile comunicare con il satellite per prenderne il controllo e trasmettere uno stream video nell’area del Nord America.
A ottobre, insieme ai suoi colleghi di un gruppo di hacker bianchi specializzati nelle telecomunicazioni e nei dispositivi embedded Shadytel, ha infatti usato il satellite per trasmettere un livestream da un’altra conferenza sulla sicurezza, il ToorCon di San Diego.
A ShmooCon ha invece spiegato gli strumenti che ha utilizzato per trasformare con il suo team una struttura commerciale di uplink (ossia una stazione in grado di comunicare con i satelliti attraverso una speciale parabola) in un centro di controllo delle trasmissioni dal satellite.
L’esperimento è stato condotto nella piena legalità perché il team era stato autorizzato sia all’utilizzo della stazione di uplink sia a quello del satellite, ma ha evidenziato che le attuali misure di sicurezza rendono possibile sfruttare i satelliti nelle loro fasi finali.
Come riporta WIRED, “Koscher sottolinea che la mancanza di sistemi di autenticazione e di controlli potrebbe consentire a un paese di sabotare i satelliti di un’altra nazione“.
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